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Lezioni di fisica: comprimibilità ed elasticità
Asocial 2.0
non intendo più usare FB; magari solo per vedere se trovo foto dei pochi interlocutori/trici con cui ho a che fare; prima o poi cancellerò completamente l’account: se qualcuno mi cerca, googoloando il mio nome mi trova qui
lo small talking di FB non mi piglia; non ho pensierini da condividere e il “like” non mi gratifica
perché poi ho deciso di postare è un mistero. trasformare in parole un pensiero articolato mi richiede sforzo sovraumano. forse il masochismo: mi deprimo confrontando i miei contributi con le sagaci riflessioni dei grandi blogger – per gratificarmi un po’ li immagino persone piatte e insignificanti fuori dai bit. forse è un po’ come andare a correre: ci si tiene in esercizio ma ci si chiede se invece non era meglio spaparanzarsi sul divano.
sto posto non lo conosce nessuno: meglio sennò sai che pessima opinione che si fa. sto posto non lo conosce nessuno: cavolo che solitudine…
Quanto costa un altare?
Prima di cancellere il blog, riprendo da un vecchio post che avevo scritto su blogspot. I dati sono al 2007; ora la chiesa è stata costruita ma non mi pare ci sia tutto quello che i parroco proponeva.
“Quello che si vuole installare nella chiesa che sta sorgendo vicino a casa, un monolito di travertino scolpito, è stimato 41.000 Euro. Nella stessa chiesa troveranno posto altre due opere monolitiche: il tabernacolo da 42.000 Euro e il crocefisso 62.000 Euro. Fosse un mecenate a commissionarle come un regalo alla chiesa non ci troverei da ridire; ma che sia il parroco a proporle ai fedeli è, quanto meno, inelegante.“
L’occhio del lupo
Cerco di non saltare l’appuntamento quotidiano con la mia cucciola, prima di salutarla per la notte, in cui le leggo qualche capitolo di un libro che le possa conciliare il sonno e nutrire la fantasia. Non ne potevo più della saga del topo giornalista, di quella dei magici gattini e delle avventure del micio fucsia dalla coda superdotata. Alla prima occasione ho infilato in mezzo ai volumi delle collane note un libretto, di cui non sapevo nulla se non il nome dell’autore, uno dei miei preferiti.
Dalle prime righe è stato chiaro che L’occhio del lupo, di Daniel Pennac, è un piccolo capolavoro: anche la mia ascoltatrice dall’alto dei suoi sette anni di letterata ha colto la differenza con quanto finora aveva incontrato, appassionandosi come mai era capitato.
Una delicata narrazione di avventura e amicizia assolutamente imperdibile: “Il dromedario e il ragazzo scherzano tra loro. E’ da molto che hanno imparato a ridere dentro. Visti da fuori, tutt’e due sono impassibili e seri come la dune.”