Non certezza e responsabilità

Per il solo fatto di esistere, ogni cosa rompe una simmetria elementare – quella dell’assoluta omogeneità – e si colloca come elemento di separazione tra classi di opposti; a loro volta gli opposti si proiettano sulla cosa che li ha generati.

E’ dunque la semplice esistenza ad innescare la nascita di opposti in termini comparativi. Destra e sinistra, sopra e sotto, davanti e dietro sono polarizzazioni evidenti a tutti; altrettanto evidente è che qualunque cosa fisica ha un sopra e un sotto, una destra e una sinistra, un davanti e un dietro.

Nella nostra cultura, che vuole l’assolutizzazione delle cose, gli opposti hanno assunto significati ontologici e perfino etici cosicché si è portati a credere che esista “il bene in sé” , “il male in sé”, “la giustizia in sé”, “l’ingiustizia in sé” e ovviamente “la destra” e “la sinistra”. Tuttavia questi concetti sono, e rimangono, solo opposti comparativi, interdipendenti e reciproci che traggono senso l’uno dall’altro.

La relativizzazione della comparazione, che pure certamente esiste, è in un certo senso banale. Piuttosto è interessante la questione della coesistenza degli opposti nelle cose e l’impossibilità di definire una cosa assolutamente buona o, all’opposto, assolutamente cattiva perche invece ogni cosa è assolutamente sia buona che cattiva, sia giusta che sbagliata.

Pensiero debole? No accettazione della contradditorietà intrinseca nelle cose e rivendicazione del ruolo forte del soggetto sia sul piano etico che della conoscenza, perché rispondendo modestamente alla “sicura non certezza” con la primaria responsabilità di aderire alla propria legge morale si può almeno sperare di agire eticamente e conoscere.

Gamma Settings

Mi rendo conto che una gran parte della mia vita è conseguenza diretta di uno sceneggiato del 1975. Da lì viene la decennale militanza in amnesty international, la scelta per il servizio civile e la sensibilità politica in area radicale. Da lì, indirettamente, l’aver conosciuto la mia compagna, i miei amici e miei soci. Io cosa faccio vedere a mia figlia?

Un grande tuffo

Quello sotto sono io. Nella foto non si vede ma sono sorpreso. Sorpreso di averlo fatto veramente, di essermi sporto dal portello e essermi tuffato giù. Forse è stato solo come provare il più grande ottovolante del mondo; per quel che mi riguarda è stata una esperienza che devo ancora capire del tutto.

Per dire, sto guardando ossessivamente il video del salto e sono arrivato al punto di vedermi saltare ma di non trovare nella memoria le sensazioni corrispondenti.

Un giorno farò luce, per ora non posso che ringraziare i ragazzi di Skydive Sardegna, che oltre ad essere bravi, hanno anche la fortuna di avere un campo di volo incredibile con un panorama mozzafiato; letteralmente mozzafiato.

Aggiornamento del 17.8.2009

Io non ho ancora capito come funziona youtube per avere i 16:9 quindi, senza musica, pubblico su vimeo che funziona meglio…

Un grande tuffo from Francesco Bertuzzi on Vimeo.