Tutti gli articoli di Francesco

Quanto costa un altare?

Prima di cancellere il blog, riprendo da un vecchio post che avevo scritto su blogspot. I dati sono al 2007; ora la chiesa è stata costruita ma non mi pare ci sia tutto quello che i parroco proponeva.

Quello che si vuole installare nella chiesa che sta sorgendo vicino a casa, un monolito di travertino scolpito, è stimato 41.000 Euro. Nella stessa chiesa troveranno posto altre due opere monolitiche: il tabernacolo da 42.000 Euro e il crocefisso 62.000 Euro. Fosse un mecenate a commissionarle come un regalo alla chiesa non ci troverei da ridire; ma che sia il parroco a proporle ai fedeli è, quanto meno, inelegante.

L’occhio del lupo

Cerco di non saltare l’appuntamento quotidiano con la mia cucciola, prima di salutarla per la notte, in cui le leggo qualche capitolo di un libro che le possa conciliare il sonno e nutrire la fantasia. Non ne potevo più della saga del topo giornalista, di quella dei magici gattini e delle avventure del micio fucsia dalla coda superdotata. Alla prima occasione ho infilato in mezzo ai volumi delle collane note un libretto, di cui non sapevo nulla se non il nome dell’autore, uno dei miei preferiti.
Dalle prime righe è stato chiaro che L’occhio del lupo, di Daniel Pennac, è un piccolo capolavoro: anche la mia ascoltatrice dall’alto dei suoi sette anni di letterata ha colto la differenza con quanto finora aveva incontrato, appassionandosi come mai era capitato.
Una delicata narrazione di avventura e amicizia assolutamente imperdibile: “Il dromedario e il ragazzo scherzano tra loro. E’ da molto che hanno imparato a ridere dentro. Visti da fuori, tutt’e due sono impassibili e seri come la dune.”

Non certezza e responsabilità

Per il solo fatto di esistere, ogni cosa rompe una simmetria elementare – quella dell’assoluta omogeneità – e si colloca come elemento di separazione tra classi di opposti; a loro volta gli opposti si proiettano sulla cosa che li ha generati.

E’ dunque la semplice esistenza ad innescare la nascita di opposti in termini comparativi. Destra e sinistra, sopra e sotto, davanti e dietro sono polarizzazioni evidenti a tutti; altrettanto evidente è che qualunque cosa fisica ha un sopra e un sotto, una destra e una sinistra, un davanti e un dietro.

Nella nostra cultura, che vuole l’assolutizzazione delle cose, gli opposti hanno assunto significati ontologici e perfino etici cosicché si è portati a credere che esista “il bene in sé” , “il male in sé”, “la giustizia in sé”, “l’ingiustizia in sé” e ovviamente “la destra” e “la sinistra”. Tuttavia questi concetti sono, e rimangono, solo opposti comparativi, interdipendenti e reciproci che traggono senso l’uno dall’altro.

La relativizzazione della comparazione, che pure certamente esiste, è in un certo senso banale. Piuttosto è interessante la questione della coesistenza degli opposti nelle cose e l’impossibilità di definire una cosa assolutamente buona o, all’opposto, assolutamente cattiva perche invece ogni cosa è assolutamente sia buona che cattiva, sia giusta che sbagliata.

Pensiero debole? No accettazione della contradditorietà intrinseca nelle cose e rivendicazione del ruolo forte del soggetto sia sul piano etico che della conoscenza, perché rispondendo modestamente alla “sicura non certezza” con la primaria responsabilità di aderire alla propria legge morale si può almeno sperare di agire eticamente e conoscere.