L’occhio del lupo

Cerco di non saltare l’appuntamento quotidiano con la mia cucciola, prima di salutarla per la notte, in cui le leggo qualche capitolo di un libro che le possa conciliare il sonno e nutrire la fantasia. Non ne potevo più della saga del topo giornalista, di quella dei magici gattini e delle avventure del micio fucsia dalla coda superdotata. Alla prima occasione ho infilato in mezzo ai volumi delle collane note un libretto, di cui non sapevo nulla se non il nome dell’autore, uno dei miei preferiti.
Dalle prime righe è stato chiaro che L’occhio del lupo, di Daniel Pennac, è un piccolo capolavoro: anche la mia ascoltatrice dall’alto dei suoi sette anni di letterata ha colto la differenza con quanto finora aveva incontrato, appassionandosi come mai era capitato.
Una delicata narrazione di avventura e amicizia assolutamente imperdibile: “Il dromedario e il ragazzo scherzano tra loro. E’ da molto che hanno imparato a ridere dentro. Visti da fuori, tutt’e due sono impassibili e seri come la dune.”

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